L’occhio: Il problema dei 60 FPS (parte 1)

Ho deciso di approfondire questo argomento perché più volte ho sentito di discussioni ,dove, si affermava che le console abbiano la potenza adatta a generare un frame rate più elevato, ma che siano “bloccate” volontariamente a 30 FPS e che l’occhio umano non è in grado di andare oltre.

Per i meno ferrati sull’ argomento, FPS è un acronimo inglese che sta per “ frames per second ” cioè “ fotogrammi al secondo ”.

 

 

È un’ unità di misura, che indica il numero di immagini al secondo che vengono mostrate su uno schermo.

Viene da se che piu’ questo numero è alto, più i movimenti visualizzati dal nostro schermo risulteranno fluidi e meno saltellanti.

MA QUAL’ è IL NUMERO MINIMO DI FPS PER APPREZZARE UN MOVIMENTO FLUIDO?

La risposta cambia a seconda a chi chiediate. Se state parlando con un giocatore su pc, probabilmente, vi risponderà 60 mentre se chiedete a un giocatore su console vi risponderà 30. Allora qual’ è la risposta giusta a questa domanda?

La risposta è: DIPENDE.

Prima di tutto, occorre capire come funziona lo strumento che ci permette di vedere:l’occhio.

L’occhio spesso, viene paragonato a una macchina fotografica. Anche se non è corretto, poi vedremo il perché, aiuta a traslare le nostre parti biologiche in quelle meccaniche/elettroniche.

 

 

La pupilla rappresenta l’obbiettivo e della nostra macchina.

Esso infatti, tramite i movimenti del cristallino e l’apertura dell’iride, regola la messa a fuoco, l’esposizione. la retina ( il nostro sensore ), converte la luce in impulsi elettrici che vengono trasmessi al cervello e trasformati in segnali chimici, tramite i neurotrasmettitori.

NOI GUARDIAMO CON IL CERVELLO!
Se ci pensiamo, abbiamo parlato di fotogrammi al secondo, ed un fotogramma è una immagine statica, allora da dove deriva il movimento percepito nei video?
Il cervello interpreta le immagini e ce le fa percepire come immagini in movimento.
Questo effetto è chiamato “ movimento beta ” ed è stato descritto nel 1912.

Questo effetto si ha quando una serie di immagini statiche, messe in sequenza, riescono a creare l’illusione del movimento.

Se le varie immagini si susseguono con una velocità maggiore di 12 foto al secondo, esse verranno interpretate come movimento.

Questo succede perché il nervo ottico rileva i cambiamenti di luce circa 10 volte al secondo. Quindi tutte le immagini che si susseguono a una velocità più elevata vengono percepite come movimento.

I vecchi proiettori nei cinema si avvalevano di questo effetto.
Essi consistevano in una lampada che accesa illuminava una pellicola semitrasparente.

La luce, passando attraverso essa, veniva poi focalizzata tramite una lente su un telo bianco.

Un motore girava a velocità costante, ponendo il secondo fotogramma della pellicola davanti la lampada e così via. Questo è quello che diede vita ai primi video e al cinema.

I nostri occhi non possono essere paragonati a una video/fotocamera, perché percepiscono un costante flusso di informazioni, come processo è più simile a uno “ streaming ”.

Le immagini vengono trasportate dal nervo ottico alla nostra corteccia visiva e li, vengono mantenute per circa 1/15 di secondo.

Quindi tutto quello che si muove a una velocità uguale o maggiore di 15 frame al secondo, risulterà in un movimento fluido.
Ma se questa velocità dovesse scendere sotto i 15 frame, il nostro cervello non verrebbe ingannato dall’ effetto beta e riuscirebbe a rilevare le varie immagini come distinte.

HANNO RAGIONE I GIOCATORI SU CONSOLE, AFFERMANDO CHE L’OCCHIO UMANO NON E’ IN GRADO DI PERCEPIRE PIù DI 30 FPS?

La risposta è no.

Ad avvalorare questa conclusione, è stata l’aereonautica militare americana che ha condotto test sui suoi piloti, per capire con che velocità l’occhio umano è in grado di percepire le variazioni di luce.

Il test, consisteva nel far vedere uno schermo completamente nero, per poi proiettare un’ immagine statica di un aereo per 1/220esimo di secondo.

I piloti non solo erano in grado di vedere l’immagine, ma in molti casi anche di indicare il modello di aereo.

Questo dimostra come l’occhio umano (anche quello dei non piloti), sia in grado di interpretare le immagini anche a un numero di fotogrammi molto ben più elevato.

Oltre a questo, entrano in gioco anche altri fattori che interessano il movimento e la rielaborazione che compie il nostro cervello nella sua interpretazione, dettagli e risoluzione, ma questo lo vedremo nel prossimo articolo!

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Team Di redazione

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