Intel potrebbe impiegare più tempo del previsto per ripristinare la normalità della situazione che affligge la propria catena di produzione e, di fatto, sta definendo un quarto trimestre tutt’altro che roseo. 

Secondo le ultime dichiarazioni provenienti dal partner, il taiwanese Compal Electronics, in primo luogo, la compagnia di Santa Clara non sarà in grado di normalizzare la situazione prima della seconda metà del prossimo anno.

Queste sono le parole di Martin Wong, CEO di Compal che sottolinea, tra l’altro, che Intel al momento non ha ancora fornito dettagli sulla strategia che intende seguire per far fronte a questa difficile situazione. 

Da parte sua, Intel sta cercando di essere al riparo: ha riavviato il processo di produzione a 22 nm per il chipset e ha aperto un nuovo sito di assemblaggio in Vietnam per processori a 14 nm, il tutto per far fronte all’elevata domanda di CPU prevista per il quarto trimestre.

Al momento, tuttavia, questo sembra essere il partner OEM / ODM, che sicuramente avrà un impatto considerevole sul mercato dei notebook e questo è il motivo per cui già al lavoro riesaminando le stime di crescita su base trimestrale e annuale.

Aziende come Acer sono convinte che la mancanza di CPU Intel abbia un impatto sul mercato globale dei notebook, mentre un ODM come Winstron ha già rivisto le stime di crescita su base trimestrale del 5-10% a un massimo del 5%.