Guida definitiva al Watercooling – 1. Pompa

LA POMPA

Per prima cosa analizziamo il cuore dell’intero sistema, ciò che tiene il liquido in movimento e assicura un flusso costante all’interno del loop: la Pompa.

Prima però facciamo un passo indietro, quando il watercooling era una pratica di nicchia, quasi sperimentale, e non c’era la disponibilità di prezzi ed aziende specifiche che abbiamo oggi.

 

GUIDA DEFINITIVA AL WATERCOOLING INTRODUZIONE

Se ti sei perso la prima parte di questa rubrica, ti consigliamo di leggere anche questo articolo.

 

 

I primi pc raffreddati a liquido non avevano certo l’aspetto a cui siamo abituati oggi. Erano soluzioni rudimentali, assemblati con componenti quasi totalmente fatti a mano o modificati per adattarli all’uso. E come tutti gli altri componenti che compongono un loop, di rudimentale c’era anche la pompa e solitamente per praticità erano utilizzate quelle di acquari e piccoli impianti che non avevano nulla a che vedere con i pc.

Oggi la situazione è ben diversa. In commercio vi sono molte aziende che producono pezzi specifici per poter rafreddare a liquido i nostri pc e dispongono anche decine e decine di modelli di pompe.

Tuttavia i modelli di pompa in mercato sono sostanzialemnte due, in base al sistema utilizzato: D5 e DD5.

Sono prodotte dalla Laing e hanno un design molto simile tra loro ( tutte le altre aziende che le mettono in commercio con il prioprio marchio stampato sopra, semplicemente acquistano il sistema dalla Laing e si occupano di fabbricare coperture e componenti esterni alla pompa).

Entrambe sono composte da un elettromotore (statore), che genera un campo magnetico che a sua volta fa muovere un Rotore. Il Rotore genera pressione e  flusso nell’impianto. Gli altri elementi comuni alle 2 pompe, la D5 e la DDC, sono l’o-ring, un anello di gomma che una volta compresso sigillerà tutto il corpo pompa, e un top avvitato alla copertura inferiore, su cui vi sono dei fori filettatti (1/4). A questi avviteremo i raccordi per entrata e uscita del liquido.

Il rotore di entrambe le pompe, “fluttua” all’interno della sua cavità ed è lubrificato dall’acqua che immettiamo. Per questo non bisogna mai far girare una pompa a secco. E’ questione di secondi e avrete tra le mani una pompa danneggiata.

Le pompe D5

Il modello D5 è più grande, produce meno calore ed ha una portata maggiore della DDC (volume d’acqua mosso). Tuttavia la prevalenza (definita come capacità di spingere un liquido ad una determinata altezza) è minore della sorella minore. I magneti contenuti nello statore sono separati dal pcb. Il modello in questione come il DDC ha bisogno di un top che consente di collegarlo a raccordi e direzionare il flusso generato.

Le pompe DDC

La DDC, più piccola della sorella maggiore, è caratterizzata da una struttura solitamente quadrata e dimensioni contenute di tutto il corpo pompa. In questo caso i magneti si trovano direttamente sul pcb.

Per questo motivo la DDC sarà caratterizzata da minor portata, maggior prevalenza e temperature superiori rispetto alla D5. Solitamente per ovviare al problema delle temperature la parte inferiore è in alluminio, messa in contatto con la pcb tramite un pad termico che aumenta la trasmissione di calore.

I top consentono di direzionare l’acqua verso una porta OUT e accoglierla nella IN, e spesso consentono anche l’applicazione di un reservoir (serbatoio in plexiglass ) su di esso.

Anche oggi siamo arrivati al termine della nostra guida. Ci vediamo la settimana prossima in cui passeremo ad analizzare i Waterblock.

Un Saluto dal vostro Fabio, Mod On

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Francesco Nuzzo

Sono Salentino. Amante della tecnologia e della musica fin dall’età di 7 anni, all’età di 10 anni mi avvicino al mondo del gaming e modding, ora diventata una vera e propria passione. Nel tempo libero gioco a calcio e suono il pianoforte.

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