Molti pensano che aprire un raffreddamento a liquido All in One (comunemente AIO), espandere il loop e aggiungere magari un serbatoio o un radiatore più grande sia una totale ERESIA.

La maggior parte di questi dissipatori sono sigillati e addirittura è assente una porta per la sostituzione del liquido.

Queste peculiarità comunicano un solo messaggio: gli AIO non devono essere aperti.

A questo punto, dobbiamo rispettare questo dogma tramandatoci dall’opinione comune e dalle stesse case madri, oppure possiamo sperimentare nuove soluzioni a basso costo, in nome dei nostri tanto ambiti impianti custom?

Analizziamo la struttura dei suddetti dissipatori: vi è un corpo che va a posizionarsi sul processore, il waterblock (in cui è anche integrata una piccola pompa) e dei semplici tubi in gomma rinforzata che collegano il blocco ad un radiatore.

Il tutto è sigillato ermeticamente per evitare perdite o rotture accidentali. Tuttavia questa peculiarità dei suddetti dissipatori è il loro principale problema costruttivo.

La principale causa di guasto degli AIO è la rottura della pompa.

Il fatto che siano totalmente sigillati impedisce qualsiasi tipo di manutenzione; questo causa accumuli di sporcizia e residui direttamente nel waterblock, nelle microscopiche alette che rendono possibile la dissipazione.

A lungo termine il risultato è un sovraffaticamento della pompa e la sua successiva rottura. Lo scopo della mod era evitare tutto ciò,  nella speranza di ottenere qualcosa che somigliasse anche lontanamente ad un impianto custom.

APRIRE UN AIO E ORGANIZZARE UN NUOVO LOOP

“Prima di iniziare è necessario ricordare che il procedimento invalida la garanzia e che possono essere accoppiati esclusivamente componenti dello stesso materiale: è sconsigliato utilizzare componenti in alluminio con altri in rame o viceversa, così da evitare Corrosione Galvanica”

La prima modifica che ho effettuato ad un AIO ha richiesto tubi trasparenti da 2 euro (10mm-14mm), acquistabili in qualsiasi ferramenta, 4 fascette in metallo da 40 centesimi l’una, radiatore da 360 (30 euro da Ebay), un reservoir da 7 euro (Ebay), 2 raccordi filettati da 1/4 avvitabili al reservoir (2 euro su Ebay) e un tappo anch’esso con filettatura da 1/4.

L’AIO era un Enermax liquimax 120, un dissipatore nella media, con una pompa anch’essa nella media.

Il procedimento è molto semplice: Ho tagliato i tubi da radiatore e waterblock, rimosso l’eccesso, ho inserito i due componenti nel case e preso le misure per quanto riguarda la lunghezza di tubi necessaria.

Ho tagliato i tubi a misura, rimosso tutto dal case, collegato il tutto (waterblock, tubo, raccordo,reservoir, tappo, raccordo, tubo, radiatore, tubo, waterblock).

Successivamente ho utilizzato le fascette metalliche per sigillare i collegamenti, ho riempito il loop e finalmente l’intero assemblaggio è stato inserito nuovamente nel case.

E’ un procedimento relativamente semplice, l’unico step che richiede pazienza è l’inserimento dei nuovi tubi sui vecchi raccordi del waterblock, dove avremo lasciato una sezione dei tubi precedenti a ricoprire l’intero raccordo per un’aderenza perfetta con il nuovo tubo.

Si consiglia l’utilizzo di qualche lubrificante (io ho utilizzato del sapone liquido) per facilitare il processo. Gli unici attrezzi richiesti sono cacciaviti, forbici e un’esorbitante quantità di pazienza.

Se fatto correttamente, modificare un AIO è utile per diversi motivi:

Il circuito di raffreddamento è dotato di un’uscita/ingresso per poter sostituire il liquido e fare manutenzione

Le temperature si abbassano notevolmente con un radiatore maggiorato

Si possono utilizzare tubi trasparenti (che la maggior parte degli AIO non hanno), abbinabili a liquidi colorati e perfino piccoli reservoir dalla portata non eccessiva (in modo da non rendere la pompa inefficace e rallentare inesorabilmente il flusso).

Ciò che avete ottenuto è un sistema di raffreddamento ibrido che è ciò che più si avvicina ad un impianto custom.